Ritratto del conte Giacomo Rota con il suo cane
Gaspare Landi | 1798
Attualmente esposta: Musei civici di Palazzo Farnese, Pinacoteca
È un ritratto che il Landi eseguì a Piacenza nel suo secondo soggiorno del 1789, perché risultava consegnato e non pagato il 10 maggio 1798 (F. Arisi, 1980, p. 660). Diversamente dal ritratto di Ranuzio Anguissola, qui il significato aggiunto nel ritratto è quello della virtù della fedeltà, che il cane rappresenta, considerando che esso non fosse proprio la cosa più preziosa che il Rota possedesse nel senso che evitò di presentarsi con un suo diverso apparato. Se così non fosse allora si tratterebbe di un doppio ritratto. Dal punto di vista stilistico si nota la consueta sottigliezza delle espressioni dell’animo. Il volto del Rota era già comparso nel 1790 sul corpo del cerimoniere della pala d’altare con il Burali per Santa Maria di Torricella (F. Arisi, 1980). La cornice neoclassica, come quella dell’altro ritratto maschile e del Gesù fra i dottori, è di ottima fattura e nasce con il quadro. Il quadro fu acquistato dal Comune per il Museo il 29 luglio 1890 presso l’antiquario D. Canavesi di Piacenza e fu pagato 250 lire (F. Arisi, 1960). Fu esposto a quattro mostre tra il 1911 e il 1939, come indicato nel Catalogo Arisi 1960.
Informazioni tecniche
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Bibliografia
- F. Arisi, Il Museo civico di Piacenza, Piacenza 1960, p. 276, n. 363;
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G. Fiori, Documenti biografici di pittori piacentini dalla fine del 1400 al 1700 (sul Landi), in “Archivio Storico per le Provincie Parmensi”, XXIV, 1972, s. 4, p. 52;
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F. Arisi, in Storia di Piacenza, Ottocento, 1980, p. 660;
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S. Pronti, in Il Palazzo Farnese a Piacenza. La Pinacoteca e i Fasti, catalogo della mostra (Piacenza, 1992) a cura di Stefano Pronti, Milano 1997, pp. 215 – 216 (n.75).