Madonna con il bambino, i santi Antonio abate e Giovanni evangelista
Il Malosso | 1599
Attualmente esposta: Musei civici di Palazzo Farnese, Pinacoteca
Il Malosso, discepolo di Bernardino Campi, fu attivo a Piacenza per un trentennio (1585-1615), lasciandovi molte opere a carattere religioso con frequenti temi mariani (chiese di Sant'agostino, San Giovanni, San Francesco, San Sisto, San Vincenzo ecc.). Partendo da una formazione cremonese e addolcendo l'espressività dei suoi personaggi con la grazia del Correggio, approda a una pittura attenta ai principi della controriforma tridentina e stimolata dalla pittura devozionale del Barocci, operante a Bologna, che si affianca efficacemente a quella dei Carracci e dei Procaccini, reagendo all'ormai esausta corrente manieristica. Lo Scarabelli nella sua Guida (1841) descrive questo dipinto del 1599 "che era nella Madonna di Piazza" (evidentemente prima della sua soppressione nel 1805-10) nella "chiesa esterna" di Santa Maria della Pace a mano sinistra e commenta: "Rappresenta seduta su un palco la Madonna col Bambino stringente un aspide uscito dal calice di San Giovanni Vangelista [..]. E bellissima la luce sparsa sulle figure di modo che il Bambino sembra distaccato dal "quadro". La descrizione della rappresentazione è fedele, mentre il Carasi (1780) liquida il quadro nella chiesa della Madonna di Piazza come dedicato a sant'Antonio Abate e datato 1599. Egli indicava nella chiesa della Pace esclusivamente una Beata Vergine del De Longe, che lo Scarabelli indica portato a Lisignano piacentino, per lasciar posto a questa pala del Trotti. In questo dipinto, alla soffusa aura di devozione pacata e consolatoria fa da contrasto il fondale architettonico gessoso e massiccio, senza spazio naturale, che rinchiude la sacra conversazione come in un piccolo teatro. Con il gusto fiammingo del reale e del particolare, si stagliano in primo piano animali e oggetti, tra cui il cartiglio con la firma e la data, ricorrente nel Malosso: "J. Bapta Trottus dic-tus Molossus faciebat, anno 1599".
Proprio nella primavera del 1599 il Trotti stipula il contratto per la decorazione della cappella della Concezione nella chiesa di San Francesco, interrotta proprio nel 1603 per l'insorgere di una lite. In questo periodo nascono queste due pale d'altare.
Informazioni tecniche
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Bibliografia
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Carasi C., Le pubbliche pitture di Piacenza, Piacenza, 1780, p. 83
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Scarabelli L., Guida ai monumenti storici ed artistici della città di Piacenza, Lodi, Tip. C. Wilmant e Figli, 1841, p. 139
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Galletti U./ Camesasca E. (a cura di)
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Arisi F., Il Museo Civico di Piacenza, Piacenza, Edizioni del Museo Civico, 1960, pp. 214-215
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Gilli R., Disegni lombardi, Milano, 1985, p. 31
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Pronti S. (a cura di), Il Museo civico di Piacenza in Palazzo Farnese, Piacenza, Comune di Piacenza, 1988, pp. 30-31
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